LA DIVINA COMMEDIA- CASTELLO SAN MICHELE – CAGLIARI – FINO AL 28 FEBBRAIO 2014THE DIVINE COMEDY – SAN MICHELE CASTLE – CAGLIARI – UNTIL FEBRUARY 28,2014 Reviewed by admin on . Giovedì 19 dicembre dalle ore 15 è visitabile nel Castello San Michele (aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 - lunedì riposo) la Giovedì 19 dicembre dalle ore 15 è visitabile nel Castello San Michele (aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 - lunedì riposo) la Rating:

LA DIVINA COMMEDIA- CASTELLO SAN MICHELE – CAGLIARI – FINO AL 28 FEBBRAIO 2014THE DIVINE COMEDY – SAN MICHELE CASTLE – CAGLIARI – UNTIL FEBRUARY 28,2014

DALIGiovedì 19 dicembre dalle ore 15 è visitabile nel Castello San Michele (aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 – lunedì riposo) la mostra La Divina Commedia. Figure dal XX secolo.
In esposizione 136 opere grafiche di Salvador Dalí e Robert Rauschenberg, due artisti assai differenti tra loro, che condividono, però, l’emozione e la vertigine di rileggere e misurarsi con il genio dantesco e nei due cicli espositivi in mostra rispondono a scelte estetiche ben definite, coerenti con i linguaggi artistici da loro adottati.
La mostra prodotta dal Consorzio Camù è curata dalla storica dell’arte Simona Campus ed è realizzata in collaborazione con il Comune di Cagliari.

Il XX secolo reca con sé grandi cambiamenti che riguardano le relazioni tra immagini e testi. Grazie alle sperimentazioni del cubismo, del futurismo, del dadaismo e del surrealismo, le immagini abbandonano la funzione di parafrasi o didascalie dei testi, emancipandosi definitivamente. Si distruggono le convenzioni, in nome della libertà dell’arte e della vita, come dimostra l’interpretazione originale, anticonvenzionale, assolutamente libera che della Divina Commedia forniscono, tra gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, Salvador Dalí e Robert Rauschenberg.
Salvador Dalí è un esponente d’eccezione della pittura del surrealismo, fin da giovane si interessa alla letteratura e alla poesia, oggetto di interminabili discussioni con l’amico Garcia Lorca. Nelle cento composizioni per il poema dantesco si ritrovano le caratteristiche proprie del suo pensiero artistico: la provocazione, la dimensione del sogno, la sessualità, la complessa simbologia. Si ritrovano i paesaggi psicologici e assolati, i personaggi nel cui corpo si aprono i cassetti dell’inconscio. Dante compare abbastanza fedele all’iconografia classica, spesso vestito con una tunica rossa, mentre Virgilio è vestito di blu; la bellezza morale di Beatrice risplende sui fogli. In Dante Dalí riconosce se stesso, in Beatrice identifica la moglie Gala.
Le opere dell’artista statunitense Robert Rauschenberg – anticipatore della Pop Art – intitolate ai trentaquattro canti dell’Inferno non hanno con il testo di riferimento un rapporto immediatamente riconoscibile. Le immagini sono certo suggerite dal testo, ma nascono da associazioni e analogie audaci, provenienti dal mondo dei mass media, dai giornali e dalle riviste. I protagonisti della Commedia assumono le sembianze di icone popolari, si riconoscono politici, lottatori di wrestling, astronauti, piloti, poliziotti antisommossa, un gruppo di atleti olimpici. Traslando nel presente la complessità storica del poema, l’artista intende fornire una riflessione sul sistema capitalistico e le strategie di comunicazione ad esso connesso.

IL PROGETTO
Con questa mostra prosegue il programma di valorizzazione dell’arte moderna e contemporanea promossa da ArtCamù attraverso la sua prestigiosa collezione, che comprende oltre quattromila opere grafiche dei più autorevoli maestri nazionali e internazionali, appartenenti ad un arco cronologico che si estende dal Cinquecento al Novecento. In seno a tale programma, il Castello San Michele ha ospitato Facce. Segni linee e textures per occhi nasi bocche…, progetto didattico basato sulla storia del ritratto, e più recentemente Spazi. Da Dürer a Picasso, rassegna di paesaggi suggestivi della storia dell’arte in dialogo con il panorama mozzafiato della città di Cagliari che può ammirarsi dal colle.
La mostra La Divina Commedia. Figure dal XX secolo, si situa, inoltre, in dichiarata linea di continuità con l’esposizione dedicata a Marc Chagall, allestita al Ghetto nel 2010, e con quella dedicata a Joan Miró, che nel 2011 ha occupato i tre Centri Comunali d’Arte e Cultura, Exmà, Il Ghetto e Castello San Michele. Esposizioni concentrate a riflettere sulle relazioni esistenti tra l’universo dell’arte e la grande letteratura.
Il fascino dei legami che intercorrono tra le immagini e i testi ha ammaliato artisti e scrittori nel corso dei secoli e le portentose narrazioni in versi della Commedia sono state in tal senso ricorrente e feconda fonte d’ispirazione. La pratica di tradurre in linee, forme e colori il mondo ultraterreno descritto da Dante può vantare una tradizione che parte dai codici miniati trecenteschi per arrivare al nostro presente. È il caso, per citare un esempio emblematico, dei cento disegni su pergamena eseguiti da Sandro Botticelli alla fine del Quattrocento. Dopo Botticelli e dopo le memorabili tracce dantesche nel michelangiolesco Giudizio universale della Cappella Sistina, soprattutto nel corso del Settecento e dell’Ottocento le terzine della Commedia hanno dato origine a importanti cicli illustrativi. Le tavole di John Flaxman sono lineari ed eleganti, secondo lo stile del Neoclassicismo; William Blake, inglese come Flaxman, dà corpo a visioni che lasciano trasparire una religiosità tormentata. L’ascendente di Dante si ritrova, tra Francia e Inghilterra, nella scultura di Auguste Rodin, in Eugène Delacroix, naturalmente in Dante Gabriele Rossetti, che perfino nel nome di battesimo, oltre che nella pittura raffinatissima, onora il culto per il sommo poeta. E se le più note illustrazioni della Divina Commedia rimangono le incisioni di Gustav Doré, ancora nell’Ottocento francese, romanticamente distinte da intensità lirica e chiaroscurale, occorre almeno ricordare, nel contesto italiano del Novecento, le vibranti composizioni plastiche di Aligi Sassu.DALIThursday, December 19th from 15 pm you can visit the Castle of San Michele ( open Tuesday to Sunday from 10 to 13 and from 15 to 18 – Monday closed ), the exhibition The Divine Comedy. Figures from the twentieth century.
On display are 136 graphic works of Salvador Dali and Robert Rauschenberg , two artists very different, they share, however, the excitement and giddiness to read and compete with the genius of Dante and in the two cycles exhibition showcasing respond well to aesthetic choices defined , consistent with the artistic languages ​​of their conduct .
The exhibition is produced by the Consortium Camu is curated by art historian Simon Campus and is realized in collaboration with the Municipality of Cagliari.

The twentieth century brings with it major changes that affect the relationships between images and text. Thanks to the experiments of Cubism, Futurism , Dadaism and Surrealism , the images leave the function of paraphrases of the texts or captions , finally emancipated . It destroys the conventions in the name of freedom of art and life , as evidenced by the original interpretation , unconventional , absolutely free provide that the Divine Comedy , between the fifties and early sixties , Salvador Dali and Robert Rauschenberg.
Salvador Dalí is an exceptional exponent of surrealism painting , from an early age became interested in literature and poetry , the subject of endless discussions with his friend Garcia Lorca. The percent compositions for Dante’s poem we find the characteristics of his artistic thought : the provocation , the dimension of dreams , sexuality, the complex symbolism . They meet the psychological and sunny landscapes , the characters in the body where you open the drawers of the unconscious. Dante appears quite faithful to classical iconography , often dressed in a red tunic , while Virgil is dressed in blue , and the moral beauty of Beatrice shines on the leaves. In Dalí Dante recognizes himself in Beatrice identifies his wife Gala.
The works of the American artist Robert Rauschenberg – a forerunner of Pop Art – named after the thirty-four cantos of the text with no reference to a report immediately recognizable. The images are certainly not suggested by the text , but the result of associations and analogies bold , coming from the world of mass media , from newspapers and magazines . The protagonists of the comedy take on the appearance of popular icons , recognize politicians, wrestlers , astronauts , pilots, riot police , a group of Olympic athletes . Translating this into the historical complexity of the poem, the artist intends to provide a reflection on the capitalist system and the communication strategies associated with it .

THE PROJECT
With this exhibition continues the program of development of modern and contemporary promoted by ArtCamù through its prestigious collection , which includes over four thousand graphic works of the most respected national and international masters , belonging to a period of time that extends from the sixteenth to the twentieth century. Within this program, the Castle of San Michele hosted faces . Signs lines and textures for the eyes noses mouths … , educational project based on the story of the portrait , and more recently spaces . From Dürer to Picasso , an exhibition of evocative landscapes of the history of art in dialogue with the breathtaking view of the city of Cagliari , which can be admired from the hill .
The exhibition The Divine Comedy. Figures from the twentieth century , it is located also declared in continuity with the exhibition dedicated to Marc Chagall exhibition at the Ghetto in 2010, and one dedicated to Joan Miró, which in 2011 occupied the three centers Municipal Art and Culture , Exmà , The Ghetto and Castello San Michele . Concentrated exposures to reflect on the relationship between the universe of art and great literature .
The charm of the links between images and texts has captivated artists and writers over the centuries and the miraculous narratives in verse of the Commedia have been in this regard the applicant and fruitful source of inspiration. The practice of translating into lines, shapes and colors the afterlife described by Dante has a tradition of going from fourteenth-century illuminated manuscripts to arrive at our present. This is the case , to cite a typical example , of the one hundred drawings on vellum executed by Sandro Botticelli at the end of the fifteenth century . After Botticelli and after the memorable tracks Dante Michelangelo’s Last Judgment in the Sistine Chapel, especially during the eighteenth and nineteenth centuries the triplets of the Commedia have given rise to important cycles illustrative . The boards of John Flaxman are linear and elegant , in the style of Neoclassicism , William Blake , English as Flaxman , embodies visions that reveal a troubled religiosity . The influence of Dante finds himself between France and England, sculpture by Auguste Rodin, in Eugène Delacroix , of course in Dante Gabriel Rossetti, who even in the name of baptism , as well as in painting refined , honoring the cult of the great poet . And if the most famous illustrations of the Divine Comedy are the engravings by Gustav Doré, even in the nineteenth century French romantic distinct from lyrical intensity and chiaroscuro , you should at least remember , in the Italian context of the twentieth century , the vibrating plastic compositions Sassu .

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