PROGRAMMAZIONE CINEMA GREENWICH D`ESSAI – CAGLIARI – DA GIOVEDI 3 GENNAIOPROGRAMMING GREENWICH D`ESSAI CINEMA – CAGLIARI – FROM JANUARY 3 Reviewed by admin on . PROGRAMMAZIONE CINEMA GREENWICH D`ESSAI DA GIOVEDI 3 GENNAIO SALA EST (Da Giovedì 3 Gennaio) THE MASTER Giovedì 3 e venerdì 4 ore 18,45-21,15 Sabato 5 e domenic PROGRAMMAZIONE CINEMA GREENWICH D`ESSAI DA GIOVEDI 3 GENNAIO SALA EST (Da Giovedì 3 Gennaio) THE MASTER Giovedì 3 e venerdì 4 ore 18,45-21,15 Sabato 5 e domenic Rating:

PROGRAMMAZIONE CINEMA GREENWICH D`ESSAI – CAGLIARI – DA GIOVEDI 3 GENNAIOPROGRAMMING GREENWICH D`ESSAI CINEMA – CAGLIARI – FROM JANUARY 3

PROGRAMMAZIONE CINEMA GREENWICH D`ESSAI DA GIOVEDI 3 GENNAIO

SALA EST (Da Giovedì 3 Gennaio)
THE MASTER
Giovedì 3 e venerdì 4 ore 18,45-21,15
Sabato 5 e domenica 6 ore 16-18,45-21,15
A seguire feriali 18,45-21,15
Sabato e domenica ore 18,45-21,15

USCITA CINEMA: 03/01/2013 GENERE: Drammatico PAESE: USA 2012 DURATA: 137 Min
REGIA: Paul Thomas Anderson
SCENEGGIATURA: Paul Thomas Anderson
ATTORI: Joaquin Phoenix, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Laura Dern, Rami Malek, Jesse Plemons, W. Earl Brown, Kevin O’Connor, Lena Endre, Ambyr Childers

FOTOGRAFIA: Mihai Malaimare Jr.
MONTAGGIO: Leslie Jones, Peter McNulty
MUSICHE: Jonny Greenwood
PRODUZIONE: River Road
DISTRIBUZIONE: Lucky Red
NOTE:
In concorso al Festival di Venezia 2012.
Leone d’argento per Miglior Regia al Festival di Venezia 2012.
Coppa Volpi per il Miglior Attore (ex-aequo per Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix) al Festival di Venezia 2012.

Trama:
Dal regista di “Magnolia” e “Il Petroliere” arriva “The Master”, il film premiato alla 69° Mostra del Cinema di Venezia con il Leone d’argento per la Miglior Regia (Paul Thomas Anderson) e la Coppa Volpi per il Miglior Attore (ex-aequo per Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix). Il Premio Oscar® Philip Seymour Hoffman interpreta un leader carismatico, Lancaster Dodd, impegnato nella fondazione di un’organizzazione di stampo religioso. Dodd recluta Freddie (Joaquin Phoenix), un giovane sbandato, come suo braccio destro. Ma quando il culto inizia a guadagnare credibilità tra la gente, il giovane si ritrova a mettere in discussione il maestro e il credo che ha abbracciato.
Sinossi
Il ritorno di Anderson sul grande schermo passa da quest’opera imponente e taumaturgica, non si sa se l’autore statunitense voglia parlare della nascita di Scientology oppure intrinsecare tutto cio’ in un rapporto alchemico e controverso tra due uomini. Freddie Quell è un ex marinaio reduce della seconda guerra mondiale, traumatizzato, nevrotico e alcolista. Anderson ci presenta un personaggio dalle tinte abbiette in passaggi significativi, dagli orgasmi “sabbiati” ai misteriosi intrugli.
Quell attraversa lavori, donne ed ubriacamenti fino a risalpare sul mare, in una barca nella quale avviene l’incontro chiave di volta del film. Quell “conosce” Lancaster Dodd, maestro carismatico di una neo setta o pseudo religione nella quale specchiarsi o ritrovare se stessi. “THE MASTER” diviene così una lente d’ingrandimento a 365 gradi su un rapporto tra maestro/allievo e allievo/maestro, Quell e Dodd: due vite che si specchiano l’uno nell’altro, nella capacità oratorie o mistiche di Dodd e nello spirito indomito di Quell. Un film dall’animo potente e ipnotico, metafora delle contraddizioni americane via via smontate dalla guerra portatrice di tormenti o da ambiziosi “maestri di vita”. Il cinema di Anderson è di quelli che parlano a noi seguendo la linea precisa del puro cinema, un regista autodidatta e autore già a 25 anni che dichiara che siamo “Tutti figli di Kubrick”. In questo film Anderson dimostra ancora una volta di saperci fare con gli attori, i corpi, visi, gesti e parole sono parte di un corollario di talento e spiritualità libera, evincente nelle imponenti interpretazioni di Phoenix e Hoffman senza dimenticare la cattivissima Amy Adams, moglie lisergica del guru Dodd, ovvero una donna che muove i fili di un teatro di esaltazione forse vero o forse fasullo. Un film da rivedere almeno un paio di volte per comprenderne l’affascinante complessità celata nelle nevrosi di un paese che maschera i traumi dei suoi soldati proprio in quelle sette o lobby di guru “sovrumani” che si “nutrono” di allievi come Freddie Quell/Phoenix. Anderson pone come antifona di relazioni umane un rapporto controverso come quello tra due innamorati che si prendono e si lasciano ma sono irrimediabilmente legati da uno strano flusso umano/animale, Quell e Dodd si completano a vicenda. Una storia stratificata ma pregna di significati e simbologie e sopratutto riflessioni e domande, su e come questo strano duo potesse davvero conoscersi anche “essendo sconosciuti”. Presentato a Venezia 69 ha portato a casa una Coppa Volpi Exaequo per i due magnifici attori,più il Leone D’argento per la regia, Verdetto ineccepibile dato lo spessore della pellicola, girata in 70mm come a volerne esaltare le immagini e un periodo postbellico che fu. In America hanno detto che avrebbe dovuto vincere il Leone d’oro, forse lo avrebbe meritato, ma dovendo fare i conti con le logiche di premiazione la Coppa Volpi non l’avrebbe vinta un fantastico duo attoriale, sarebbe stato un peccato perché “THE MASTER” è il “contenuto” di due delle migliori performance interpretative degli ultimi anni……

SALA OVEST (fino a mercoledì 9 Gennaio)
Love is All You Need
giovedì 3 e venerdì 4 solo alle ore 19,15
Sabato 5 e domenica 6 ore 17-19,15
A SEGUIRE 7/8/9 Gennaio solo alle ore 19,15

GENERE: Commedia
Durata: 110’
REGIA: Susanne Bier
ATTORI: Pierce Brosnan, Trine Dyrholm, Molly Blixt Egelind, Sebastian Jessen, Paprika Steen, Kim Bodnia, Ciro Petrone, Christiane Muller
SCENEGGIATURA: Anders Thomas Jensen
La trama
Per assistere alle nozze del figlio Patrick con la giovane Astrid, l’imprenditore ortofrutticolo danese Philip (Pierce Brosnan) arriva a Sorrento, dove si trova una sua villa immersa in un enorme limoneto. L’organizzazione del matrimonio, che fa tribolare la giovane coppia scatenando una serie di dubbi sul legame, gli permette di riavvicinarsi al figlio, con cui i rapporti sono logori da quando, in seguito alla morte della moglie, Philip si è dedicato anima e corpo al lavoro trascurando affetti e vita privata. Il soggiorno campano, inoltre, fa sì che riscopra anche le piccole gioie quotidiane, grazie all’incontro con Ida, la futura consuocera, una parrucchiera danese che non ha mai perso l’entusiasmo nonostante il cancro al seno che l’ha colpita e la rottura dal marito fedifrago dopo 25 anni di nozze.

sinossi
La Bier torna dietro alla macchina da presa, dopo il bellissimo “In un mondo migliore”, Premio Oscar come miglior film straniero, con un film in cui abbandona i toni drammatici dei precedenti lavori, per abbracciarne di più soavi, coi quali raccontare una storia di sentimenti.
Il risultato è un film frizzante, solare e spiritoso, in cui c’è spazio per sentimenti intensi e romanticismo, ma anche per dubbi esistenziali, insoddisfazione, e il timore della malattia.
Non si preoccupino gli estimatori d’annata della Bier, nonostante il tono leggero della pellicola, non manca quell’approfondimento emotivo dei personaggi che caratterizza le sue opere.
L’organizzazione di un matrimonio in Italia da parte di due famiglie danesi, è l’input narrativo per mettere a nudo l’anima dei protagonisti, appartenenti a due famiglie che più diverse non potrebbero essere, che si ritrovano sotto lo stesso tetto, a condividere non solo i preparativi della festa, ma anche pensieri ed emozioni.
La Bier sceglie Trine Dyrholm per il personaggio di Ida, meravigliosa protagonista del già citato “In un mondo migliore”, e le affianca un Pierce Brosnan più affascinante che mai; la coppia fa scintille, e i due attori sono talmente bravi da spiccare su tutti.
Presentato alla 69a edizione della mostra del Cinema di Venezia ha portato nella kermesse una ventata di freschezza.


SALA OVEST
La regola del silenzio ( The Company You Keep) (fino a mercoledì 9 Gennaio)
Da giovedì 3 fino a mercoledì 9 Gennaio solo alle ore 21,30

La regola del silenzio – The Company You Keep
GENERE: Drammatico
ANNO: 2012
REGIA: Robert Redford
CAST: Robert Redford, Shia LaBeouf, Stanley Tucci, Nick Nolte, Susan Sarandon
Durata: 117’

Trama
Jim Grant è un tranquillo avvocato e padre single che si trova costretto a fuggire quando un giovane e impetuoso reporter Ben Shepard, rivela la sua vera identità di ricercato: negli anni ’70 Grant era un pacifista radicale e sulla sua testa pende l’accusa di omicidio. In tutto il Paese si scatena una gigantesca caccia all’uomo, e Grant dovrà lottare duramente per dimostrare la propria innocenza.
Chi pensava che fossimo solo noi italiani, o al massimo qualche francese, a far cinema che parla degli anni della contestazione, della meglio gioventù, dei sogni infranti, dei compagni che sbagliavano, si dovrà ricredere.
Perché The Company You Keep, il film di Robert Redford tratto da un omonimo romanzo dei Neil Gordon, parla proprio di quello.
Però, a differenza di quanto si usa dalle nostre parti, il suo come eravamo è tutto calato all’interno di una struttura industriale che mette le esigenze del cinema e del genere prima di tutto il resto. Soprattutto, prima delle più o meno legittime e apprezzabili rievocazioni nostalgiche.

Allora, quello che Redford ha diretto e interpretato (nel ruolo di un ex membro di un’organizzazione terrorista che, dopo 30 anni vissuti sotto copertura, viene scoperto e braccato dall’FBI che lo ritiene responsabile di un omicidio) è prima di tutto un convenzionale thriller. Per quanto un thriller di stampo liberal e d’altri tempi, che assomma tutta una serie di convenzioni narrative (il giovane giornalista ambizioso, il ruolo della stampa, i federali un po’ ottusi, i legami sentimentali, il colpo di scena), pur sempre un thriller.
Su questo scheletro, poi, Redford lavora ovviamente con uno spirito molto personale e che, come testimoniato anche dalle sue ultime regie, lavora sul passato con forte spirito critico riguardo al presente.

Assemblando un cast di grandi nomi, tutti amici di cinema e d’idee, l’americano sembra quasi ammettere implicitamente che lo scettro di grande icona liberal del cinema americano sia passato a George Clooney, e attraverso le peripezie del suo personaggio si ritaglia il ruolo di eminenza grigia, di ideologo, di archivista di una stagione invecchiata e segnata, ma ancora carica di senso e fascino, come il volto suo e di Julie Christie.
Da un lato i duetti tra loro, così come quelli che coinvolgono gente come Nick Nolte, Susan Sarandon, Richard Jenkins, Sam Elliott; dall’altro quelli tra la vecchia guardia e il giovane reporter ambizioso e ficcanaso di Shia LaBeouf, incarnazione di una generazione che ha ricevuto in eredità un mondo che l’ha fatta cinica e ignorante.
Non a caso solo tramite il sentimento, l’amore, e non la politica, si ricomporranno le fratture del passato e la nuova generazione imparerà e comprenderà.
The Company You Keep è allora un film che si lascia guardare e apprezzare proprio per la sua natura intimamente museale.
Il sospetto che un’operazione analoga, fatta in Italia, avrebbe infastidito è forte. Ma altrettanto forte è la certezza che certe solidità non le avrebbe mai avute.
Il ritmo narrativo è tutto sommato lento. Le poche scene di azione vera e propria presenti nel film mostrano tutti i limiti fisici del personaggio interpretato da Redford, un avvocato che, dopo trent’anni di vita borghese, è costretto a improvvisarsi latitante in fuga. Non è lì che sta il cuore del film, ma nei colloqui densi di senso che mettono a confronto la generazione passata e la presente. In tal senso il personaggio di La Beouf diventa fondamentale perché si trasforma in veicolo (involontario) del vero senso del film. E’ a lui che a inizio pellicola il personaggio di Redford si rivolge commentando che “in altri tempi quelli svegli come te avrebbero aderito al movimento dei Weather Underground” ed è ancora lui, nella parte finale, a imparare a proprie spese che, una volta venuto a conoscenza di certi segreti, dovrà decidere come usarli comprendendo per la prima volta il significato del concetto di responsabilità. La questione morale legata alla rinuncia alla lotta e all’opposizione al sistema diventa una questione privata, legata alle coscienze della vecchia guardia e ai giovani su cui le loro decisioni ricadranno. Nel bel colloquio tra Susan Sarandon e Shia LaBeouf, posto all’inizio del film, trapelano già le ragioni private che hanno spinto il gruppo all’abbandono dell’attivismo politico. La dimensione familiare ha la meglio sulle ideologie politiche. A guidare le scelte degli uomini è, in primis, l’amore. Possibile dunque che l’idealista Redford, arrivato nell’età della saggezza, abbia rinunciato a cambiare il mondo? L’apparenza non inganni. Come scriveva Che Guevara “il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d’amore”. Per Robert Redford la lotta, seppur in forma diversa dal passato, prosegue.

Greenwich d’essai

Via Sassari, 65/67 Cagliari
A cura dell’associazione di cultura cinematografica Settima Arte
Tel\fax-070/666859-345/5755855  e-mail: greenwichdessai@gmail.com
Consultabile anche sul sito:

PROGRAMMING CINEMA GREENWICH ESSAI D `FROM THURSDAY January 3

EAST ROOM (From Thursday, January 3)
THE MASTER
Thursday 3 and Friday 4 hours 18.45 to 21.15
Saturday 5 and Sunday 6 hours 16-18,45-21,15
A follow weekdays from 18.45 to 21.15
Saturday and Sunday from 18.45 to 21.15

CINEMA RELEASE: 03/01/2013 GENRE: Drama COUNTRY: USA 2012 DURATION: 137 Min
Directed by: Paul Thomas Anderson
Screenplay: Paul Thomas Anderson
ACTORS: Joaquin Phoenix, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams, Laura Dern, Rami Malek, Jesse Plemons, W. Earl Brown, Kevin O’Connor, Lena Endre, Ambyr Childers

PHOTOGRAPHY: Mihai Malaimare Jr.
ASSEMBLY: Leslie Jones, Peter McNulty
MUSIC: Jonny Greenwood
PRODUCTION: River Road
DISTRIBUTION: Lucky Red
NOTES:
In competition at the Venice Film Festival 2012.
Silver Lion for Best Director at the Venice Film Festival 2012.
Coppa Volpi for Best Actor (ex-aequo for Philip Seymour Hoffman and Joaquin Phoenix) at the Venice Film Festival 2012.

Plot:
From the director of “Magnolia” and “There Will Be Blood” comes “The Master”, the film premiered at 69th Venice Film Festival in Venice with the Silver Lion for Best Director (Paul Thomas Anderson) and the Coppa Volpi for Best Actor (ex-aequo for Philip Seymour Hoffman and Joaquin Phoenix). Academy Award ® winner Philip Seymour Hoffman plays a charismatic leader, Lancaster Dodd, involved in the foundation of a religious organization. Dodd recruit Freddie (Joaquin Phoenix), a young drifter, as his right arm. But when the cult began to gain credibility among the people, the young man finds himself questioning the teacher and I think that has embraced.
Synopsis
Anderson’s return to the big screen changes from this impressive and miraculous, it is not known whether American author wants to talk about the birth of Scientology or intrinsecare everything ‘in a relationship between two men alchemical and controversial. Freddie Quell is a former sailor veteran of the Second World War, traumatized, neurotic and alcoholic. Anderson presents us with a character shades in abject significant passages, from orgasms “blasted” the mysterious concoctions.
Quell through work, women and ubriacamenti risalpare to sea in a boat in which he met the keystone of the film. Quell “knows” Lancaster Dodd, a charismatic teacher of a new sect or religion in which pseudo mirror or oneself. “THE MASTER” becomes a magnifying glass to 365 degrees on a relationship between teacher / student and student / teacher, Quell and Dodd: two lives that are reflected in each other, in the oratory skills or mystical Dodd and the indomitable spirit of Quell. A film from the soul and powerful hypnotic metaphor of the contradictions American gradually removed from the war bringer of torment or ambitious “masters of life.” Anderson’s films is of those who speak to us following the precise line of pure cinema, a self-taught filmmaker and author already 25 years stating that we are “All the children of Kubrick.” In this film, Anderson proves once again to handle it with the actors, bodies, faces, gestures and words are part of a corollary of talent and spirituality free evincente in the impressive performances of Phoenix and Hoffman not to mention the very bad Amy Adams, wife LSD guru Dodd, or a woman who pulls the strings of a theater of excitement it true or perhaps fake. A film review by at least a couple of times to understand the fascinating complexity hidden in the neuroses of a country that mask the traumas of his own soldiers in those seven or lobby guru “superhuman” that “feed” of students as Freddie Quell / Phoenix. Anderson acts as a hint of human relations such as the controversial relationship between two lovers who take and leave but are hopelessly bound by a strange flow of human / animal, Quell Dodd and complement each other. A stratified history but rich in meaning and symbolism, and above all the thoughts and questions, and as of this strange duo could really get to know as “being unknown.” Presented at the 69th Venice took home a Exaequo Coppa Volpi for the two wonderful actors, plus the Silver Lion for Best Director, Verdict flawless as the thickness of the film, shot in 70mm as to want to enhance the images and a post-war period that was. In America they said he should have won the Golden Lion, maybe I deserved, but having to deal with the logic of the Coppa Volpi award would not have won a fantastic actor duo, it would be a shame because “THE MASTER “is the” content “of two of the best performances of interpretation in recent years ……

WEST ROOM (up to Wednesday, 9 January)
Love is All You Need
Thursday 3 and Friday 4 only at 19.15
Saturday 5 and Sunday 6 hours from 17 to 19.15
A FOLLOW 7/8/9 January only at 19.15

GENRE: Comedy
Length: 110 ‘
Directed by: Susanne Bier
Actors: Pierce Brosnan, Trine Dyrholm, Molly Blixt Egelind, Sebastian Jessen, Paprika Steen, Kim Bodnia, Ciro Petrone, Christiane Muller
Screenplay: Anders Thomas Jensen
The plot
To attend the wedding of his son Patrick with the young Astrid, the fruit and vegetable Danish entrepreneur Philip (Pierce Brosnan) arrives in Sorrento, where you will find a villa surrounded by a huge lemon. The organization of marriage, which vexes the young couple, sparking a series of questions about the link, allows him to move closer to his son, with whom relations have frayed since, following the death of his wife, Philip has dedicated himself body and soul neglecting to work with private life. The living Campania also means that even rediscover the simple pleasures everyday encounter with Ida, the future consuocera, a Danish hairdresser who has never lost his enthusiasm despite breast cancer that struck and break from the faithless husband after 25 years of marriage.

synopsis
The Bier back behind the camera, after the beautiful “In a Better World”, Oscar winner for best foreign film, a film in which abandons the dramatic tones of previous work, to embrace more gentle, with which to tell a story feelings.
The result is a film bubbly, cheerful and witty, in which there is room for intense feelings and romance, but also questions of life, dissatisfaction, and fear of the disease.
Do not worry lovers of vintage Bier, despite the light tone of the film, do not miss quell’approfondimento emotional character that characterizes his work.
The organization of a wedding in Italy by two Danish families, is the input narrative to expose the soul of the characters, belonging to two families who could not be more different, which can be found under the same roof, share not only the preparations for the feast, but also thoughts and emotions.
The Bier choose Trine Dyrholm for the character of Ida, wonderful protagonist of the aforementioned “In a Better World”, and flanked by a Pierce Brosnan more charming than ever, and the couple sparks, and the two actors are so good to shine above all.
Presented at the 69th edition of the Venice Film festival has brought in a breath of fresh air.

WEST HALL
The rule of silence (The Company You Keep) (up to Wednesday, 9 January)
From Thursday 3 to Wednesday, January 9 at 21.30 only

The rule of silence – The Company You Keep
GENRE: Drama
YEAR: 2012
Directed by: Robert Redford
CAST: Robert Redford, Shia LaBeouf, Stanley Tucci, Nick Nolte, Susan Sarandon
Length: 117 ‘

Plot
Jim Grant is a quiet lawyer and single father who is forced to flee when a young and impetuous reporter Ben Shepard, he reveals his true identity sought: 70s Grant was a radical pacifist and on his life on charges of murder. Across the country are locked in a huge manhunt, and Grant will have to fight hard to prove his innocence.
Who thought we were only Italians, or at most a few French, a film that speaks to the years of dispute, the best of youth, of shattered dreams, of his companions who were wrong, you will have to think again.
Why The Company You Keep, Robert Redford’s film based on a novel of the same name Neil Gordon speaks precisely that.
However, in contrast to what is used in our country, its like we are all fallen within an industrial structure that puts the needs of the film and that before all else. Above all, the first of more or less legitimate and valuable nostalgic recollections.

So, what Redford directed and starred (in the role of a former member of a terrorist organization that, after 30 years spent undercover, is discovered and hunted by the FBI that he considers responsible for a murder) is first and foremost a conventional thriller. As a thriller-style liberal and other times, which combines a series of narrative conventions (the ambitious young reporter, the role of the press, the feds a bit ‘dull, sentimental ties, the twist), while always a thriller.
On this skeleton, then, Redford obviously works in a spirit very personal and that, as demonstrated by its royal past, worked on the past with strong critical thinking about the present.

Assembling a cast of big names, all friends of cinema and ideas, the American seems to implicitly admit that the scepter of the great liberal icon of the American cinema has moved to George Clooney, and through the ups and downs of his character plays the role of eminence grise, ideologue, archivist of a season aged and marked, but still full of meaning and charm, as the face of his and Julie Christie.
On the one hand duets with each other, as well as those involving the likes of Nick Nolte, Susan Sarandon, Richard Jenkins, Sam Elliott, and secondly those between the old guard and the young ambitious reporter and nosy Shia LaBeouf, the embodiment of a generation who has inherited a world that made cynical and ignorant.
It is no coincidence only by the feeling, love, and not politics, you recompose the rifts of the past and the new generation will learn and understand.
The Company You Keep is then a movie that you watch and enjoy because of its intimate nature museum.
The suspicion that a similar operation, made in Italy, would bother is strong. But equally strong is the certainty that certain solidity would never have had.
The narrative pace is slow after all. The few scenes of real action in the movie show all the physical limitations of the character played by Redford, a lawyer who, after thirty years of bourgeois life, is forced to improvise a fugitive on the run. It is there that we find the heart of the film, but in the sense of intense discussions that compare the past and the present generation. In this sense, the character of La Beouf is fundamental because it turns into a vehicle (involuntary) of the true meaning of the film. E ‘to him at the beginning of the film character Redford turns commenting that “in the past as smart as you would have joined the movement of the Weather Underground” and it is he, in the end, to learn the hard way that once aware of certain secrets, will have to decide how to use them including for the first time the meaning of the concept of responsibility. The moral issue related to the renunciation of the struggle and opposition to the system becomes a private matter, related to the consciences of the old guard and young people on which their decisions will fall. In nice conversation between Susan Sarandon and Shia LaBeouf, at the beginning of the film, already leaked private reasons that led the group to abandon political activism. The family dimension has the better of the political ideologies. To guide the choices of men is, above all, love. Possible, therefore, that the idealist Redford, who arrived in the age of wisdom, has decided not to change the world? Appearance is not cheating. As he wrote Che Guevara “the true revolutionary is guided by great feelings of love.” Robert Redford for the fight, even if it is different from the past, he says.

Greenwich d’essai

Via Sassari, 65/67 Cagliari
A cura dell’associazione di cultura cinematografica Settima Arte
Tel\fax-070/666859-345/5755855  e-mail: greenwichdessai@gmail.com
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