ESCURSIONE A CORREXERBU -DOMENICA 9 APRILE 2017 Reviewed by admin on . FORESTA CORREXERBU – 9 APRILE 2017 Escursione impegnativa per escursionisti esperti amanti del territorio dolomitico sardo. Una lunghezza di 7 km circa non deve FORESTA CORREXERBU – 9 APRILE 2017 Escursione impegnativa per escursionisti esperti amanti del territorio dolomitico sardo. Una lunghezza di 7 km circa non deve Rating: 0

ESCURSIONE A CORREXERBU -DOMENICA 9 APRILE 2017

CORREXERBUFORESTA CORREXERBU – 9 APRILE 2017
Escursione impegnativa per escursionisti esperti amanti del territorio dolomitico sardo. Una lunghezza di 7 km circa non deve trarre in inganno. Infatti la durata dell’escursione è di circa 6 ore con un dislivello di 400 mt s.l.m… E’ necessaria grande attenzione, passo sicuro, equilibrio e forza fisica. Il camminamento iniziale, vicino alle vecchie miniere, è in continua ma agevole risalita lungo il canale che apporta acqua al Rio Baccu Scardu fino alla intersezione di una vecchia strada e da lì a poco iniziamo la risalita fino alla sommità delle cime ad una quota di circa 900 mt s.l.m. Ci si ritrova praticamente di fronte al monte Serpeddì e a tre km circa dal M. Tratzalis. Panoramicissimo, anche se le montagne in queste zone e a queste altitudini sono completamente spoglie e sono frequentate da animali al pascolo brado, la primavera offre una notevole, variegata e bellissima fioritura.



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Appuntamento come al solito alle ore 08.00 presso i parcheggi del vecchio cimitero. Ogni partecipante deve: presentarsi all’appuntamento in perfetto orario con la DICHIARAZIONE DI CONSAPEVOLEZZA debitamente compilata e firmata; leggere attentamente la descrizione e/o informarsi sulle difficoltà che essa presenta; partecipare solamente se si è sicuri di poterla affrontare; essere ben equipaggiati – d’obbligo gli scarponi da trekking; eventualmente ne facciano uso portare con sé i relativi medicinali, un Pronto Soccorso personale, acqua sufficiente per le proprie esigenze, il pranzo al sacco; un cappellino e crema solare. si ricorda che durante l’escursione è vietato fumare, si invitano i partecipanti ad usare il telefonino per il minimo indispensabile e soprattutto NON LASCIARE ALCUN TIPO DI RIFIUTI IN MONTAGNA, si riporta tutto a casa; sarebbe una buona azione se ognuno di noi collaborasse a mantenere pulito il bosco portando via con sé i rifiuti altrui che dovesse trovare.
CHIUNQUE ABBANDONI IL GRUPPO E/O CAMMINI SU SENTIERI DIVERSI DA QUELLI PREVISTI NELLA DESCRIZIONE E PERCORSI DAL DIRETTORE D’ESCURSIONE, ASSUME IN PROPRIO OGNI RESPONSABILITA’ DERIVANTE
Gli escursionisti sono anche ecologisti; invece delle buste di plastica dove porre le cibarie e quant’altro, si può tranquillamente usare un sacchetto di stoffa; invece dei bicchieri e/o tazzine di plastica usa & getta, un bicchiere di alluminio od altro materiale similare; sarà poco o pochissimo, ma sarebbero dei piccoli accorgimenti per evitare di favorire sempre un maggiore e progressivo inquinamento che sta demolendo il globo terrestre.
PROSSIMA ESCURSIONE: 14 MAGGIO (quanto prima sarà comunicata la località)
Breve storia delle miniere di Correxerbu:Già nel 1854 Candido Baldracco, sosteneva che a Correxerbu si trovava una massa metallifera o filone emergente fra il granito a minuta grana. Sosteneva anche che vi erano scavi riconducibili al ‘700 attribuibili al Mandel, il Console svedese proprietario delle fonderie di Villacidro e concessionario generale delle principali miniere della Sardegna. I permessi erano stati rilasciati per le ricerche di Solfuro di piombo, ferro e rame. A partire dal ‘900 (non sfociarono mai in una concessione mineraria vera e propria), due filoni ferrosi incassati tra le arenarie della formazione di Punta Serpeddì (Ordoviciano Superiore)e i graniti Ercinici, hanno interessato le ricerche mediante gallerie e trincee. Dal 1923 al ’37 era attiva la ricerca per piombo, zinco, rame e arsenico presso Bruncu Sa Mola. Dal 1937 al ’39 il Sig. Arnaldo Zabelli eseguì ricerche per Solfuri (Pirite) e a Tratzalis venne rilasciato un permesso per la ricerca di Solfuri di ferro, rame, nickel, antimonio e nei primi anni ’80 i Sigg. P. Mereu, D. Simbula e soci di Cagliari detenevano il permesso di ricerca della zona di Correxerbu per Solfuri vari. Attualmente tutto risulta abbandonato, resti di gallerie quasi tutte franate e un edificio ridotto a rudere.

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