DON CHISCIOTTE – TEATRO MASSIMO – CAGLIARI – 3-7 APRILE 2019 Reviewed by admin on . Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo in coproduzione con Fondazione Teatro Della Toscana Don Chisciotte adattamento di Francesco Niccolini liberamente ispirato Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo in coproduzione con Fondazione Teatro Della Toscana Don Chisciotte adattamento di Francesco Niccolini liberamente ispirato Rating: 0

DON CHISCIOTTE – TEATRO MASSIMO – CAGLIARI – 3-7 APRILE 2019

DON CHISCIOTTENuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
in coproduzione con Fondazione Teatro Della Toscana
Don Chisciotte
adattamento di Francesco Niccolini
liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra

con Alessio Boni – Serra Yilmaz

e con Marcello Prayer
e Francesco Meoni, Pietro Faiella, Liliana Massari, Elena Nico

scene Massimo Troncanetti
costumi Francesco Esposito
luci Davide Scognamiglio
musiche Francesco Forni

drammaturgia Roberto Aldorasi, Alessio Boni, Marcello Prayer e Francesco Niccolini
regia Alessio Boni – Roberto Aldorasi – Marcello Prayer

Chisciotti e cavalieri erranti, sparpagliati per il mondo o chiusi dentro le mura, sono sempre gli stessi, quelli di un tempo, quelli di oggi e quelli di domani, savi e pazzi, eroi e insensati. Non sono venuti al mondo per vivere meglio o peggio. Quando l’universo nella solitudine si abbandona alle proprie miserie, loro pronunciano parole di giustizia, d’amore, di bellezza e di scienza. Chi si rende volontariamente schiavo non maledice l’esistenza.
Fernando Arrabal, Uno schiavo chiamato Cervantes

Chi è pazzo? Chi è normale?
Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici.
La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani.
L’animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L’uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme. Emblematico in questo è Amleto, coevo di Don Chisciotte, che si chiede: chi vorrebbe faticare, soffrire, lavorare indegnamente, assistere all’insolenza dei potenti, alle premiazioni degli indegni sui meritevoli, se tanto la fine è morire?
Don Chisciotte va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, l’ha reso immortale.
È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole pre-determinate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete – avvalendosi del sogno, della fantasia, dell’immaginazione – sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e, perché no, Don Chisciotte.
Alessio Boni

E io dico che Don Chisciotte e Sancho vennero al mondo affinché Cervantes potesse narrare la loro storia e io spiegarla e commentarla, o meglio, affinché Cervantes la raccontasse e la spiegasse e io la commentassi.
Può raccontare, spiegare e commentare la tua vita, mio caro Don Chisciotte, soltanto chi è stato contagiato dalla tua stessa follia di non morire.
Allora, intercedi in mio favore, o mio signore e padrone, affinché la tua Dulcinea del Toboso, ormai disincantata dalle frustate di Sancho, mi conduca mano nella mano all’immortalità del nome e della fama. E se la vita è sogno, lasciami sognare per sempre!
Miguel de Unamuno, Vita di Don Chisciotte e Sancho

 

In cartellone anche ‘Oltre la scena, i pomeriggi della Fondazione’ che prevedono l’incontro con gli artisti venerdì 5 aprile alle 17.30 nella sala conferenze della Fondazione di Sardegna in via San Salvatore da Horta a Cagliari: la parola ai protagonisti – Alessio Boni e Serra Yilmaz con la compagnia – per un ideale viaggio dietro le quinte e per una riflessione sul potere evocativo del teatro e sul rapporto tra arte e società – ingresso libero (fino a esaurimento posti).

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